Finalmente abbiamo terminato il nostro periodo di formazione e siamo pronti a entrare nel mondo del lavoro. I buoni propositi ci sono, siamo aperti sia alla possibilità di aprire la partita iva (processo molto più semplice di quel che può sembrare) che a eventuali assunzioni.
Eppure, qualcosa ci turba, le industrie e i settori sembrano troppi, e ci si perde all’idea di lavorare con il fashion, l’automotive, il food, l’arte e chi più ne ha più ne metta. Allora come trovare la collaborazione vincente con una azienda?

Siamo nel 2024 e la situazione per gli artisti e i creativi in Italia rimane sempre altamente competitiva e complicata, è dunque necessario comprendere alcune semplici strategie che possono fare la differenza per posizionare il tuo stesso personal brand tra le centinaia di persone che aspirano a ricoprire la vostra stessa posizione e che ricercano una collaborazione con un brand.
Purtroppo, oggigiorno, l’offerta del mercato nei campi dell’illustrazione, della musica e della creatività in generale è spesso a livelli di network, se non che le job position vengono bombardate da centinaia di CV e portfolio, risulta perciò molto difficile riuscire a farsi largo e spiccare in mezzo a questo oceano.
Vediamo dunque quale bussola scegliere per navigare verso la giusta direzione e farsi notare dalle aziende e dai tuoi brand preferiti. Ecco i nostri quattro consigli fondamentali da seguire per incrementare le possibilità di trovare la collaborazione vincente per te:
- Ricerca delle aziende – piattaforme, network, costanza
- Valutazione degli annunci – capacità di scouting
- Presentazione di sé – il personal branding è fondamentale oggi!
- Primo passo – come mi approccio?
Vediamo adesso passo per passo come scegliere il luogo adatto a te, i tuoi valori e le tue esigenze.
Come proporre una collaborazione vincente ad un’azienda: Ricerca delle aziende
Ogni azienda è unica e partendo da questo presupposto ogni candidatura dovrebbe esserlo. Non si tratta certo di un lavoro semplice o veloce, la prima cosa da fare infatti è quella di visitare i siti web delle aziende per cui ci piacerebbe lavorare. Una volta informati a dovere sui valori di un determinato gruppo, su ciò di cui si occupa, e sulle figure professionali di cui potrebbe avere bisogno (solitamente disponibili alla voce “lavora con noi” oppure “carriere”), dovremmo chiederci quale contributo riusciremo a darle noi come singoli.
Non serve ragionare necessariamente sul lungo periodo, una collaborazione probabilmente non durerà anni. Un altro importante aspetto da tenere a mente è la posizione dell’azienda che abbiamo preso in considerazione e il tipo di contratto che potrebbe andarci a proporre. Valutare collaborazioni con aziende geograficamente molto distanti dal luogo in cui vivete potrebbe essere un ostacolo per entrambi, è infatti probabile che in molti casi vi sia richiesta la presenza fisica in sede, magari per tre giorni la settimana.
Lavorare da casa in smart-working è una prospettiva allettante, soprattutto per molti giovani, ma ricordate che moltissime aziende italiane ancora non riescono a concepire di pagare qualcuno che lavora da remoto. Se volete evitare brutte sorprese perciò verificate a priori la presenza o meno di questa possibilità.
2. Valutazione degli annunci
E scrivere a un’azienda che ci interessa ma di cui non abbiamo trovato alcun annuncio? Può avere senso farlo anche se alcune delle skills richieste non sono in nostro possesso? Le risposte a queste domande possono variare molto, ecco perché è bene riflettere attentamente su questi due aspetti fondamentali quando scegliete a chi rivolgervi.
Non sempre un’azienda ha bisogno di assumere personale, sicuramente spulciando nei siti di quelle che vi interessano probabilmente avrete trovato diciture del tipo “al momento non ci sono offerte di lavoro” oppure “non si accettano candidature spontanee” e simili. Il nostro consiglio è quello, in questo primo caso, di attendere ed evitare di mandare curriculum, portfolio e materiale di altro tipo se l’azienda in primis ha dichiarato che non è interessata. Risparmierete moltissimo tempo voi e non dovrete attendere per mesi una risposta che non arriverà mai.
Capita nove volte su dieci che le aziende nemmeno rispondano alle candidature che hanno scartato quando sono loro stesse ad avviare una selezione, figuratevi se lo fanno con una candidatura spontanea. Passiamo ora ad analizzare la seconda domanda, la cui risposta potrebbe sorprendervi.
Iniziamo con un esempio: l’azienda XYZ sta cercando una figura per il ruolo di astronauta, le competenze minime richieste sono una laurea magistrale in astrofisica, 12 anni di esperienza pregressa nel settore, forma fisica perfetta, conoscenza di almeno 23 lingue diverse, altezza superiore al metro e ottanta, 4 anni di servizio nell’aeronautica militare, assenza di fobie, conoscenza del pacchetto office e uno spiccato senso dell’umorismo. Si valutano positivamente anche: Capacità di respirare in assenza di ossigeno, visione notturna, capacità medico-chirurgiche e di terraformazione interplanetaria.
Sicuramente ci sarà qualcuna di queste modeste skills che un aspirante astronauta non possiede, ma è forse un motivo valido per gettare la spugna se sa che quello è il suo sogno? Molto probabilmente non troverete mai un annuncio al quale potrete dire “si, ho tutto quello che serve” e se dovesse capitare, probabilmente ci saranno già altre 45263 persone che avranno già inviato la propria candidatura prima di voi.
Perciò la nostra risposta è si, inviate la candidatura ugualmente, purché abbiate la maggior parte dei requisiti validi. In caso contrario, come già accennato in precedenza, è meglio evitare di perdere tempo e soprattutto far perdere tempo.

3. Presentazione di sé
Indipendentemente dal settore creativo a cui appartieni, il curriculum vitae(CV) e un portfolio/presentazione sono gli strumenti più potenti a tua disposizione per candidarti a una specifica offerta di lavoro o per dare vita a una collaborazione temporanea con un’azienda.
L’insieme di questi due documenti sarà il tuo biglietto da visita virtuale, l’immagine che darai di te deve essere completa, aggiornata e chiara. Mostrare che sapete illustrare in tre stili diversi o suonare sia rock che musica classica non vi aiuterà. Al giorno d’oggi la versatilità non viene premiata, per le aziende è molto più comodo trovare una figura che si occupi solamente di una cosa e che sia tra i migliori in quel campo specifico. Più l’azienda è grande e più questa regola diventa realtà.
Inserire nel CV esperienze non inerenti alla posizione per cui volete candidarvi è fuorviante e dà un’immagine poco chiara delle vostre capacità. Lo stesso vale per il portfolio/presentazione, bisogna cercare di tagliare tutto ciò che è superfluo. Inserire l’illustrazione iperrealistica che avete realizzato su Batman (di cui andate molto orgogliosi) potrebbe non essere una buona scelta se volete iniziare una collaborazione come animatori per la Pixar. Potrebbe invece avere più rilevanza se vi state promuovendo come cover artist per un’azienda che realizza albi con uno stile grafico più realistico.
4. Primo passo
Concludiamo questa guida su come approcciarsi a un’azienda con il primo passo. Se non godete già di una discreta fama o avete conoscenze interne al settore è molto difficile che saranno le aziende a farsi avanti per trovarvi un lavoro, probabilmente sceglieranno una delle centinaia di candidature che ricevono giornalmente.
Per questo motivo il primo passo da compiere è l’incisività della presentazione. Ricordate, è meglio scrivere poche semplici frasi molto impattanti piuttosto che la storia della vostra vita, che probabilmente non leggeranno mai. Una mail o una presentazione troppo lunga sarà cestinata immediatamente, il tempo che le aziende dedicano alla ricerca e alla selezione del personale purtroppo è poco e sono costrette a compiere scelte di questo tipo.
Rimani aggiornato su ArtEmpacy