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Partita IVA: cos’è e quando serve ai lavoratori creativi

La sanità pubblica, le opere pubbliche e la pensione sono solamente alcuni dei servizi statali che vanno pagati da noi cittadini, possiamo iniziare a parlare di partita IVA dicendo che serve a permetterci di contribuire a tutto questo.

Mentre in alcuni paesi, come per esempio la Germania, durante la dichiarazione dei redditi basta semplicemente indicare il guadagno totale annuo (e in modo automatico viene calcolato quanto va versato allo stato), qui da noi, burocraticamente parlando, la questione è un po’ più complessa. 

Ebbene si, per i dipendenti (sia pubblici che privati) la partita IVA non è necessaria, ma per tutti quei lavoratori titolari di aziende a gestione personale, così come gli artisti e i musicisti che guadagnano oltre una determinata soglia, purtroppo, è un obbligo a cui sottostare.

Hobbisti o creativi? Quando è necessario aprire la partita IVA?

Nel nostro paese si sente spesso dire che è molto difficile vivere facendo arte, ma cosa si intende con “arte”? 

Scopriamo quali professioni riguarda e come fare per essere in regola con il fisco, evitando di ricevere visite indesiderate dalla finanza.

Appartengono alla macro-categoria degli artisti decine di professioni diverse, ognuna chiarita dalla legislazione vigente. Nello specifico sono considerati “mestieri artistici” gli attori, gli scultori, i pittori, i ballerini, i musicisti, le modelle/i, i restauratori e gli scrittori.

Vediamone alcuni nello specifico.

Artista: è colui che crea un’opera autonoma o da eseguire, o chi esegue le opere suddette in seguito a un’inventiva o a un’ispirazione.

Artigiano: è colui che ha come scopo la produzione di beni o la prestazione di servizi, con prevalenza del lavoro manuale nella propria attività.

Come possiamo notare la differenza non è poi così sostanziale e non è sempre semplice riuscire a separare queste due categorie. Per quanto riguarda l’apertura di partita IVA è abbastanza semplice, se il reddito annuo ricavato da questa professione artistica supera i 5.000 euro allora saremo obbligati a versare i contributi perché oltre questa soglia non si tratterà più di lavoro occasionale.

Come prima cosa dovremo iscriverci obbligatoriamente all’Agenzia delle entrate e alla gestione separata INPS

Siccome ogni attività che necessita di partita IVA ha il suo codice identificativo specifico (ATECO) nel nostro caso, per esempio se si tratta di scultori, pittori e scrittori sarà 90.03.09 “altre attività di creazioni artistiche”.

Tassazione del creativo

Siamo finalmente giunti all’ultimo passaggio prima di avviare l’attività, la scelta del regime della partita IVA che stiamo andando ad aprire. Questa decisione è strettamente legata al ricavo annuo che prevedete di guadagnare, a meno che non siate intenzionati a guadagnare più di 65.000 euro annui la scelta ricadrà sul regime forfettario. I maggiori vantaggi di questa scelta sono un’imposta sostitutiva del 15% che scende al 5% nel caso di start-up (diciamo molto conveniente) da pagare al posto di IRPEF e IRAP, l’esclusione dall’IVA, dalla ritenuta d’acconto e dalla fatturazione elettronica. 

Purtroppo non è semplice tenere la contabilità sotto controllo ed essere al contempo sicuri di aver svolto tutti i procedimenti burocratici nel modo corretto, per questo motivo vi consigliamo, se non godete di una solida conoscenza in materia fiscale, di rivolgervi a uno studio di commercialisti. 

In alternativa è possibile contattare vere e proprie cooperative per artisti (questa per esempio è specifica per lavoratori nell’ambito dello spettacolo) che si occupano di tutelarci dal punto di vista fiscale e contributivo, aiutandoci con contratti, cedolini paga e fatture.

La seconda opzione è quella del regime ordinario in contabilità semplificata e del regime ordinario standard. Per una scelta di questo tipo, però, è probabile che vi troviate già all’interno del settore da parecchio tempo e godiate di guadagni decisamente più elevati. Probabilmente saprete già il funzionamento di questo tipo di partita IVA o avrete qualcuno che vi affianca nella gestione del rapporto con il fisco.

Contratti per creativi

Dopo aver proceduto con l’apertura della partita IVA e aver completato le attività gestionali affidate al commercialista, è consigliabile prevedere anche gli aspetti legali connessi all’avvio dell’attività, in modo preventivo.

Nel caso, puoi affidarti a diversi template online e comunque chiedere supporto sempre al tuo commercialista di fiducia.